Sulla rivista “Il Punto” edita dall’Ordine dei Medici di Torino, è stato recentemente pubblicato una riflessione di Giorgio Macellari ( 25 settembre 2025) : “Tra legge e coscienza, il medico può davvero scegliere?” in cui viene messa in discussione la legittimità di avvalersi dell’obiezione di coscienza, specificatamente riferita al caso della legge 194 che regolamenta la pratica dell’IVG.
Più specificamente, viene posto l’accento sul concetto stesso di coscienza come scelta personale che, a detta dell’autore, non sarebbe sufficiente a contrastare un diritto acquisito sulla base di “evidenze scientifiche e razionali” non discutibili.
A tale articolo è seguito un dibattito con risposta da parte di due colleghe e successiva controrisposta da parte di Macellari.
A me è sembrato doveroso intervenire per sostenere le ragioni per cui non è possibile accettare una posizione culturale così platealmente demolitiva di valori fondanti l’umano, quindi ho scritto anche io una risposta a Macellari che è l’oggetto del presente post.
Segnalo una importante riflessione di Dario Giacomini, Presidente Associazione Contiamoci! Pubblicata sul sito dell’ Associazione, sulle implicazioni della sentenza della Corte Costituzionale n. 199/2025. In gioco è il delicato rapporto tra la libertà e i diritti individuali sanciti dalla Costituzione, e le decisioni prese dallo Stato costituzionale per proteggere l’ordine organizzativo pubblico nel suo complesso. Se la funzionalità del sistema assume valore prioritario, allora ogni diritto può essere ricalibrato in nome della sua conservazione.
Esiste un contenuto minimo del rispetto della persona umana che non può essere sacrificato nemmeno per preservare il sistema? Oppure quel contenuto dipende dalle circostanze, dalla gravità della crisi, dalla pressione organizzativa del momento?
https://www.contiamoci.net/post/quando-l-emergenza-ridefinisce-il-limite
L’essere umano e l’ Infosfera - Premessa
In analogia al termine Biosfera, che sta ad indicare “la sfera della vita”, l’ambiente che porta le caratteristiche adatte allo sviluppo della vita, il termine “infosfera” sta a significare “la sfera dell’informazione”. La comunicazione è una caratteristica intrinseca all’essere umano: con la comunicazione si “passano” le informazioni, in primis quelle che ci fanno sopravvivere.
Secondo alcuni autori il DNA stesso sarebbe integrabile nell’infosfera, perché è il primo, indispensabile strumento di comunicazione, quello che ci permette di esistere. Dal momento della nascita l’essere umano non è più solo utente, o spettatore, ma è anche prodotto e produttore dell’informazione, indipendentemente dalla evoluzione tecnologica degli strumenti utilizzati.
Nel tempo le modalità con cui si è sviluppata la nostra capacità comunicativa sono grandemente cambiate, portando con sé importanti variazioni culturali, cognitive, filosofiche, spirituali, ecc perché l’informazione comunicata tra umani ha l’effetto di provocare cambiamenti sia in chi riceve che in chi invia le informazioni stesse.
L. Floridi, cita una lezione di Freud in cui questi fa riferimento a tre grandi rivoluzioni che hanno alterato il modo di pensare, di fare scienza, di fare filosofia e anche del “sentire comune”. Anche l’uomo “normale” ha dovuto fare i conti con un cambiamento di prospettiva, con il decentramento dall’antropocentrismo: 1) Copernico ha evidenziato che il centro del sistema solare è il sole e non la terra, e il sole stesso è piccolo e periferico. 2) Darwin ha sottolineato che non siamo al centro, l’apice delle specie viventi, ma siamo uno dei rami dell’evoluzione. 3) Freud stesso si è proposto come terza rivoluzione con la scoperta dell’inconscio, affermando che l’uomo non è nemmeno padrone di sé, essendo l’ Io in balia di parti di noi di cui non abbiamo la percezione e tanto meno il controllo.
-DUE interventi sollecitati da una discussione sulle problematiche che emergono dalla situazione del “fine vita”: aspra è la contrapposizione tra due modalità di affrontare questa delicata fase della vita, quando la fine non è improvvisa, o rapida, o inattesa, ma diventa un percorso lento ed accidentato, gravato da molta sofferenza, in cui la ricerca del significato del vivere diventa stringente.
https://rossanacentiscardiologa.wordpress.com/2025/06/09/il-valore-di-vivere-parte-1a
https://rossanacentiscardiologa.wordpress.com/2025/08/07/il-principio-dell-autodeterminazione/
https://rossanacentiscardiologa.wordpress.com/2024/10/15/centralita-e-dignita-del-medico/