Presentazione
Da alcuni decenni stiamo subendo una lenta, progressiva, profonda trasformazione dei riferimenti intellettuali,
spirituali, etici e di conseguenza comportamentali, che coinvolgono in primis la società con ripercussioni importanti
sull’individuo. Questo processo sta avvenendo in larga misura con mezzi manipolatori, senza che le persone ne siano
consapevoli e ciò costituisce una grave limitazione alla libertà di coscienza, in favore del vantaggio (prevalentemente
economico) di ristretti gruppi di potere. E’ come se fossimo affetti da un morbo lento ed inarrestabile, una malattia
cronica lentamente progressiva, che piano piano ci riduce ad essere simili a larve. Abbiamo disimparato a vivere e a
gioire, a soffrire, a condividere la vita.
Non amiamo più, né gli altri, né, in ultima analisi, noi stessi, perché la ricaduta, alla fine è su noi stessi,
è la nostra distruzione - consunzione. Ci hanno staccato dal nostro cuore
(ci siamo lasciati staccare dal nostro cuore!) da ciò che più percepiamo come vitale.
Il primo compito etico è dunque riappropriarci della nostra anima e della nostra consapevolezza.
Abbiamo bisogno di decidere di ridare il primato alla coscienza e al cuore.
Medico e psicoterapeuta, ho sempre creduto in una visione integrata della persona, dove corpo, mente e spirito si incontrano in un equilibrio dinamico. Dopo la laurea in Medicina mentre approfondivo le mio competenze professionali specializzandomi in Cardiologia e successivamente in Geriatria e Gerontologia, ho svolto i primi 10 anni della mia attività come medico di famiglia, in cui la priorità era inequivocabilmente incontrare le persone nel loro bisogno, nella manifestazione delle loro fragilità.
La necessità di comprendere più a fondo le dimensioni interiori dell’essere umano mi ha portata a formarmi come psicoterapeuta, ampliando il mio orizzonte professionale e umano. Da oltre trent’anni vivo e lavoro in Piemonte, dove ho
accompagnato persone in percorsi di cura, crescita e consapevolezza. Oggi, anche dopo il pensionamento, continuo a dedicarmi con passione alla promozione di una medicina e una società più umane, fondate su etica, rispetto e sviluppo delle risorse interiori.
Collaboratori
Dott. Maurizio Colonna
Dott.ssa Elisabetta Bo
Testo moderno
Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro:
- di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione;
- di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona cui con costante impegno scientifico, culturale e sociale ispirerò ogni mio atto professionale;
- di curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute;
- di non compiere mai atti finalizzati a provocare la morte;
- di non intraprendere né insistere in procedure diagnostiche e interventi terapeutici clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, senza mai abbandonare la cura del malato;
- di perseguire con la persona assistita una relazione di cura fondata sulla fiducia e sul rispetto dei valori e dei diritti di ciascuno e su un’informazione, preliminare al consenso, comprensibile e completa;
- di attenermi ai principi morali di umanità e solidarietà nonché a quelli civili di rispetto dell’autonomia della persona;
- di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina, fondato sul rigore etico e scientifico della ricerca, i cui fini sono la tutela della salute e della vita;
- di affidare la mia reputazione professionale alle mie competenze e al rispetto delle regole deontologiche e di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;
- di ispirare la soluzione di ogni divergenza di opinioni al reciproco rispetto;
- di prestare soccorso nei casi d’urgenza e di mettermi a disposizione dell'Autorità competente, in caso di pubblica calamità;
- di rispettare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che osservo o che ho osservato, inteso o intuito nella mia professione o in ragione del mio stato o ufficio;
- di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della professione
"Bravi! Bisogna rimettere il cuore al centro delle nostre decisioni" - Emanuela