Convegno Desistenza terapeutica Torino
Convegno Desistenza terapeutica Torino
Sabato 18 ottobre si è tenuto il convegno organizzato dagli amici di Medicina e Persona di Torino, dal titolo "Ridisegnare la cura: razionale, aspetti clinici e risvolti etici della desistenza terapeutica", inserito nel programma formativo dell'Ordine dei Medici di Torino.
L'idea del convegno è nata dall’incontro con situazioni cliniche di difficoltà nella gestione di pazienti complessi, spesso anziani pluripatologici, sia in ambito ospedaliero che territoriale, e dalla necessità di individuare modalità umane e strumenti tecnici adeguati, che tenessero conto del desiderio di bene che muove i medici dell’ Associazione nei confronti dei malati seguiti.
La giornata è stata intensa, vivace nella partecipazione e cordiale nel clima, coinvolgendo circa 120 partecipanti. È stato sottolineato che centrale è mantenere la relazione con il malato, filo conduttore di ogni tentativo di appropriatezza e di desistenza, che in certi contesti coincide proprio con una maggiore appropriatezza. Si è realizzata un’importante occasione per portare un contributo originale sul tema della gestione del malato cronico in fine vita in un contesto come quello dell’Ordine dei Medici di Torino, spesso caratterizzato da visioni differenti, non sempre integrabili; alla base il bisogno comprendere come rispondere alle richieste provenienti dai pazienti che si trovano nella fase terminale della vita, una condizione che suscita molti interrogativi concernenti non solo aspetti clinici e gestionali, ma anche esistenziali, sociali, bioetici, giuridici e legislativi come documentano i media ed i numerosi convegni sul tema.
Nello specifico, i relatori hanno affrontato alcuni aspetti etici, cosa significa desistenza terapeutica, come riconoscere i pazienti in cui è necessario rivalutare la terapia, come e con chi pianificare la prosecuzione delle cure, quali percorsi organizzativi seguire, come attuare la deprescrizione, il ruolo dell’hospice, ed alcune esemplificazioni pratiche. Per il medico (e per tutte le professionalità coinvolte) affrontare queste situazioni non è un di meno, ma è una situazione in cui il ruolo del medico ha un grande valore: vi è ancora più bisogno che il medico sia presente, vi è bisogno di un professionista esperto, ma anche appassionato, coinvolto, che non lascia il paziente e la famiglia da soli in condizioni di difficoltà psicologica, operativa, fonte di angoscia per gli eventi che portano a separazione e lutto.
Il lavoro di preparazione al convegno è stato un momento molto arricchente, per la sintonia vissuta tra gli organizzatori, che ha permesso di identificare le problematiche in gioco, di coinvolgere e confrontarsi con i relatori, ‘esperti’ del campo senz’altro, ma anche professionisti che hanno voluto condividere la preparazione del convegno e con cui sono nate delle trame di rapporti e di amicizia promettenti per il proseguimento di una collaborazione.